I SUMERI E L’AMORE LIBERO

Accanto all’amore “asservito” ai bisogni della società, trovò spazio ciò che è chiamato l’amore “libero”, liberamente praticato da ciascuno per il proprio piacere. Affinché non producesse danno ad alcuno, questa forma di amore era assicurata da “specialisti” che esercitavano quella che oggi chiameremmo prostituzione. Visti i gusti e le concezioni di quell’epoca e di quella regione, secondo cui l’amore non era necessariamente di tipo etero sessuale, questi “impiegati dell’amore libero” erano prostituti dell’uno e dell’altro sesso. Ma, a differenza di quanto accade ai giorni nostri, è molto probabile che la loro funzione sia stata fortemente permeata di religiosità. Non soltanto essi prendevano parte, per la loro funzione, a cerimonie liturgiche, in particolare in alcuni santuari, ma avevano anche per patrona e modella la dea sumerica Inanna, Ishtar in accadico.

Di certo i Sumeri ignoravano molti dei nostri “tabù” relativi al sesso e alle sue pratiche!

(liberamente tratto da “Schiavi degli Dei – L’alba del genere umano”, (c) Drakon edizioni 03/2010)
                           
     

 

 

 

 

 

 

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