Il cafone

“Il termine “cafone” ha una origine etimologica incerta”, così recita il blasonato vocabolario Treccani, tuttavia, se si indaga, si scopre che le cose non stanno proprio così.
Già nell’antichità precedente l’Alto Medioevo, i borghi, costituiti dalla cosiddetta “gente civilizzata”, erano circondati da mura, da fossati pieni di acqua e non si poteva accedere ad essi se non attraverso i severi controlli delle guardie poste davanti ai ponti levatoi. Fuori da tutto ciò c’erano i poveri disgraziati, i contadini, i diseredati, i morti di fame nel vero senso della parola. La loro disperazione era altissima, specialmente perché avevano una gran fame! Costoro, per dare soluzione ai loro primari bisogni di esseri umani, avevano una sola strada “ufficiale”: presentarsi al Corpo di Guardia che presidiava l’accesso al borgo quando il ponte levatoio era percorribile.
Ma quella strada, lo sapevano, non avrebbe mai e poi mai permesso l’ingresso a quel luogo “di sopravvivenza”.
Ecco che quei poveracci escogitarono una strategia che gli permettesse di “bypassare” quell’ostacolo: scavalcare i muri di cinta ed accedere “clandestinamente” al borgo.
Come fu possibile?
Si procurarono delle lunghe corde provviste all’estremità da arpioni resistenti; queste venivano lanciate sulla cima della cinta e, tramite di esse, inerpicandosi su per le mura, quegli uomini e quelle donne raggiungevano la sua sommità entrando in quel che per loro rappresentava, figurativamente, il Giardino dell’Eden.
Per tutto ciò, quella gente, umani come noi e degni di rispetto e considerazione come qualunque essere umano, fu “battezzata” QUELLI CON LA FUNE, cioè “chill’ ca’ fune”.
Da qui a CAFUNE, CAFUNI, CAFONI.. il passo è brevissimo!
Questa è Storia… purtroppo conosciuta da pochi.

 

Una risposta a “Il cafone”

  1. Un’ipotesi anche possibile, ma davvero bastava una fune per scavalcare il muro di cinta? Generalmente tali mura erano circondati da fossati per far sì che l’altezza relativa fosse fosse proibitiva, e poi una volta entrati cosa facevano? Rubavano? Penso piuttosto che ci fossero altri detti dispregiativi che menzionassero la fune, tipo la fun n’gan per indicare chi era disperato.

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